Il disco intervertebrale è una giunzione composta al suo interno per quasi il 90% da acqua, chiamata nucleo polposo, e da una parte periferica chiamata anulus fibroso. I vari dischi intervertebrali sono posti tra una vertebra e l’altra, con il compito di dare stabilità e allo stesso tempo dinamicità all’intera colonna vertebrale.
Diverse cause possono comportare un carico eccessivo sulla colonna vertebrale e una degenerazione del disco intervertebrale, come:
  • attività lavorative che richiedano sforzi fisici o posture scorrette
  • traumi
  • attività sportive usuranti
  • vita sedentaria
  • sovrappeso
La degenerazione del disco causa debolezza dell’anulus fibroso e della sua capacità di contenere il nucleo polposo, che può quindi migrare all’interno del canale vertebrale con conseguente compressione delle strutture nervose. Questa si definisce ernia discale.
Le ernie discali possono essere classificate in base al grado di fuoriuscita del nucleo polposo:
  • protrusione discale: deformazione dell’anulus fibroso da parte del nucleo polposo
  • ernia contenuta: quando il nucleo polposo aggetta nel canale vertebrale attraverso una breccia nell’anulus fibroso
  • ernia espulsa: quando il nucleo polposo si distacca e fuoriesce nel canale vertebrale senza rapporti di continuità col disco.
Una ulteriore classificazione si basa sulla sede:
  • ernie discali cervicali: rappresentano il 25% delle ernie discali, sono più frequenti tra C4 e C7
  • ernie discali dorsali: sono le più rare (10%) e interessano più di frequente il tratto compreso tra D8 e D11
  • ernie discali lombari: sono le più frequenti (65%) poiché questa regione è quella deputata a supportare la maggior parte del peso corporeo. Interessano soprattutto gli spazi L4-L5 e L5-S1.