I tumori intramidollari costituiscono circa il 2-4% delle neoplasie del sistema nervoso centrale ed il 20% di tutte le lesioni intraspinali. Nel corso degli anni diverse controversie sono insorte circa il trattamento ottimale di questa patologia: biopsia, decompressione durale, radioterapia. Nell’ultimo decennio l’approccio a questo tipo di lesioni è sicuramente cambiato, in relazione allo sviluppo delle metodiche di monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio che forniscono un valido ausilio nella guida funzionale della asportazione, riducendo il rischio aggiunto e consentendo asportazioni spesso radicali.

Classificazione dei tumori intramidollari

  1. Astrocitomi 30%
  2. Ependimomi 30%
  3. Miscellanea 30%: Glioblastoma Epidermoide Teratoma Lipoma Emangioblastoma Neurinoma
  4. Molto rari: Linfoma Oligodendroglioma

Sintomatologia d'esordio

  • DOLORE (72%): mal di schiena, dolore radicolare, dolore centrale;
  • DISTURBI MOTORI (55%)
  • DEFICIT DELLA SENSIBILITA' (39%)
  • DISTURBI SFINTERICI (15%)
Scala di valutazione pre-operatoria del paziente
Scala di valutazione pre-operatoria del paziente

Trattamento chirurgico dei tumori intramidollari

Il midollo spinale rappresenta una struttura anatomica minuta ma con estrema funzionalità. Pertanto, in questo tipo di chirurgia, il rischio di danno potrebbe essere elevato ed invalidante. Punto iniziale fontamentale è una diagnostica neuroradiologica eccellente per distinguere un tumore circoscritto da uno infiltrante. Il MONTORAGGIO NEUROFISIOLOGICO INTRAOPERATORIO E' IMPRESCINDIBILE NEL TRATTAMENTO CHIRURGICO DI QUESTE LESIONI:
- Riduzione della morbidità aggiunta;
- Aumento delle possibilità di un asportazione radicale della lesione;
- Migliora l'outcome a lungo termine;
- Maggiore sicurezza/tranquillità per il Neurochirurgo