Le metastasi sono i più comuni tumori cerebrali negli adulti e la loro incidenza è circa 4 volte maggiore rispetto ai tumori primitivi. Si verificano quando le cellule provenienti da un tumore primario insorto in un'altra parte del corpo “ si localizzano nel cervello. La metastasi può presentarsi singolarmente o interessare diverse aree celebrali contemporaneamente (2/3 dei casi). Possono svilupparsi in diversi momenti della storia oncologica del paziente, anche a distanza di anni dal trattamento primario.
Possono essere suddivise in base alla loro localizzazione in sopratentoriali (75-80%), sottotentoriali (15-20%), tronco encefalico (1-3%) e spinali , oltre che in singole e multiple. I tumori che più frequentemente generano metastasi cerebrali sono il tumore del polmone (40-60%), il tumore della mammella (15-20%), il melanoma (10-20%), il tumore renale e colon retto (5-10% ciascuno); la prostata, l’ovaio e la tiroide (<1%). Tuttavia, qualsiasi tumore può dare metastasi cerebrali.

Esordio Clinico

L’esordio clinico può seguire quello del tumore primitivo (metastasi metacrone) o, meno frequentemente, essere contemporaneo (metastasi sincrone) o persino antecedente. La sintomatologia d’esordio risulta strettamente correlata con la sede coinvolta. Le lesioni metastatiche sottotentoriali e spinali generalmente hanno un esordio sintomatologico precoce. Infatti il loro effetto massa si rende rapidamente evidente anche per lesioni di piccole dimensioni e la prognosi è sfavorevole se non sono trattate. Le lesioni sopratentoriali manifestano più tardivamente per la comparsa di effetti secondari come l’edema perilesionale e la comparsa di crisi epilettiche (esordio clinico nel 20% dei casi). Talora l’ostruzione degli spazi liquorali secondaria all’imponente edema peritumorale può portare alla comparsa di idrocefalo ostruttivo e nei casi più gravi ad una vera sindrome da ipertensione endocranica.
I sintomi più comuni sono:
  • Cefalea
  • Nausea e vomito
  • Deficit motori o deficit dell’eloquio
  • Sdr.vertiginosa
  • Crisi epilettiche con o senza perdita di coscienza genaralizzate o focali
  • Deficit visivo
  • Deficit mnesici, cambiamenti nel comportamento e personalità instabile
  • Astenia generalizzata, alterazioni della deambulazione

Fattori di rischio

Non sono noti fattori di rischio predisponenti allo sviluppo delle metastasi cerebrali.

Diagnosi

Le metastasi cerebrali si diagnosticano attraverso: L’RM con mdc è la metodica con la più alta sensibilità, capace di rilevare anche lesioni di 1-2 mm di diametro. E’ l’esame principale per l’identificazione delle metastasi cerebrali, per definirne con precisione sede, numero e dimensioni. La Tomografia assiale computerizzata (TAC, con e senza mezzo di contrasto) è un esame altrettanto valido per i pazienti che non possono essere sottoposti a RMN.

Trattamento

Il paziente con malattia metastatica cerebrale viene accompagnato nel percorso diagnostico terapeutico da un team multidisciplinare. La presenza di specialisti dedicati alla patologia oncologica cerebrale consente di definire un programma terapeutico personalizzato e in linea con le più recenti acquisizioni cliniche e laboratoristiche. In base alla sede, all’origine, al numero, allo stato clinico del paziente il team multidisciplinare di specialisti valuta il trattamento più indicato da proporre al paziente. La maggior parte delle volte la terapia locale, e si fonda su chirurgia, radioterapia (stereotassica o whole-brain, SRS o WBTR) o su entrambi questi approcci.
Chirurgia
In caso di metastasi cerebrali singole, voluminose, edemigene che determinano disturbi neurologici, la chirurgia è trattamento di prima scelta. Ad eccezione di casi particolari, la chirurgia risulta fortemente indicata per:
  • lesione voluminosa
  • tendenzialmente lesione singola
  • il tumore primario e quadro oncologico generale sotto controllo
  • in caso di altre localizzazioni buona possibilità di controllo/risposta alle terapie adiuvanti.
In caso di lesioni in aree eloquenti il paziente viene sottoposto a studio fMRI e trattografico per la definizione del planning chirurgico e stratificazione del rischio funzionale.
Radioterapia e radiochirurgia
In relazione al tipo di tumore primario, alla sede, numero, dimensioni delle lesioni secondarie, presenza o meno della componente edemigena, diverse sono le modalità del trattamento radiante proposto:
  • la radioterapia classica, somministrata in diverse sedute (da 5 a 10 giorni di trattamento), viene indicata nei pazienti con numerose metastasi cerebrali.
  • il trattamento radiante in seduta singola (radiochirurgia) è indicata per pazienti con un numero limitato di lesioni di piccola dimensioni.
  • in caso di lesioni con dimensioni più rilevanti si propone la “radiochirurgia stereotassica frazionata” (dose frazionata in 5 sedute).
Chemioterapia e Terapie Target
Il trattamento chemioterapico è gestito dagli oncologi ed è in continuo aggiornamento. Oggi il trattamento è sempre più personalizzato la cui gestione avviene comunque all’interno di un team multidisciplinare .