Sale operatorie

Requisiti organizzativi

Il reparto ospedaliero che in questi ultimi anni ha subito le trasformazioni più significative, è quello del blocco operatorio, che ha assunto un'importanza sempre crescente in seguito ai miglioramenti delle tecniche chirurgiche.
L'analisi di una realtà così specifica e complessa quale quella di un blocco operatorio, non può limitarsi esclusivamente alla considerazione degli aspetti architettonici ed impiantistici, ma deve, in primo luogo, considerare ed analizzare gli aspetti organizzativi ed ergonometrici propri del "ciclo di lavoro" che si svolge in questo ambiente.
Naturalmente perché il comparto operatorio sia considerato sicuro è necessario che siano garantite tutte le condizioni di benessere e riduzione del rischio infettivo sia per il paziente che per l'operatore, oltre che la presenza di una dotazione strumentale adeguata alla tipologia e complessità degli interventi.

Il blocco operatorio è dunque l’insieme dei reparti operatori delle diverse Unità Operative, nel quale la persona è sottoposta ad intervento chirurgico con metodiche invasive e con modalità programmate e/o d’urgenza. Si differenzia dalle altre Unità Operative per la presenza temporanea del malato strettamente legata alla prestazione chirurgica erogata, intesa come una fase del processo assistenziale integrata con la degenza, nel percorso di guarigione del malato.
Si caratterizza per un'elevata complessità assistenziale dovuta all’instabilità delle funzioni vitali della persona, all’intensità, globalità, complessità, tempestività e continuità delle prestazioni erogate e delle interazioni che si svolgono al suo interno.
Il numero complessivo di sale operatorie deve essere definito, per ogni singola struttura, in funzione della tipologia e complessità delle prestazioni per le specialità che vengono erogate, ed in particolare in relazione all'attivazione o meno della Day Surgery. E’ inoltre caratterizzata da elevata complessità tecnologico-strumentale.

Il Blocco Operatorio risponde in modo evidente ad un’ottimizzazione dell’impiego del personale, con l’integrazione graduale delle competenze fra operatori di diverse specialità e di diverse mansioni nell’ambito della stessa specialità.
L’interdisciplinarietà, nel rispetto della prestazione di qualità, assicura l’esecuzione dei diversi interventi programmmati nelle sale che compongono il blocco operatorio. Questo interscambio, che vede coinvolte diverse figure professionali, impone dal punto di vista organizzativo la:

  • Stesura di strumenti informativi procedurali comuni.
  • Dotazione e acquisizione strumentale dedicata e comune.
  • Razionalizzazione degli spazi e dei percorsi disponibili.
  • Riorganizzazione delle sedute operatorie, includendo prolungamenti pomeridiani

Il Blocco inoltre permette una semplificazione dei collegamenti con servizi quali:

  • Reparti di chirurgia.
  • Trasfusionale - Laboratorio d’urgenza.
  • Terapie Intensive - Pronto Soccorso.
  • Servizi radiologici – Sterilizzazione.

Dal punto di vista strutturale si può affermare che non esiste una soluzione ideale proponibile, ma uno studio funzionale di progetto, inserito nel contesto della realtà locale ed integrata con le degenze, rispecchiando il bisogno assistenziale della comunità in cui è parte del contesto. Strutture rettangolari o a T, piuttosto che circolari o a poligono, possono essere suggerimenti da elaborare per una soluzione logica e funzionale.

La dotazione organica del personale medico ed infermieristico deve essere rapportata alla tipologia ed al volume degli interventi chirurgici; l'attivazione di una sala operatoria deve in ogni caso prevedere almeno un medico anestesista, due chirurghi e due infermieri professionali.
Deve essere definito l'organigramma delle responsabilità e la relativa matrice delle funzioni.
Devono essere definiti i collegamenti funzionali con le altre unità operative. Devono esistere regolamenti interni o procedure per lo svolgimento delle principali attività di gestione, concordati con i servizi competenti.Deve esistere documentazione riguardante la valutazione anestesiologica, agli eventi intra-anestetici, all'indicazione terapeutica chirurgica ed alla procedura interventistica (registro operatorio). L'organizzazione del lavoro deve prevedere le procedure per fornire risposte adeguate sia alle richieste routinarie, sia alle richieste in emergenza/urgenza.
Deve esistere una lista operatoria, basata su criteri esplicitati, con la definizione della tipologia degli interventi e dell’'anestesia.Devono esistere procedure per la gestione della lista operatoria in caso d’urgenza. Deve essere previsto un documento informativo per i pazienti che descrive le modalità assistenziali e i diritti tutelati, compreso il consenso informato. Deve essere previsto un programma di verifica dei risultati e di miglioramento della qualità.